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domenica 29 agosto 2010

Architettura Seminata, da settembre 2010 fino ad Arte Raccolta 2011

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vernice
domenica 29 agosto ore 18 a Spiazzi


laboratorio permanente, di ricerca e sperimentazione, partecipato, inclusivo e coinvolgente fatto di spazi, eventi, incontri dove lo strumento di lavoro principale sarà la natura

A partire dai progetti, realizzati o in corso, dell'associazione e in particolare del gruppo SpiazziVerdi, gli obiettivi sono molteplici: avviare la trasformazione di alcune aree della città attraverso incontri di progettazione partecipata per realizzare orti, giardini e luoghi di benessere, dove lavorare, produrre prodotti alimentari e trascorrere il tempo libero (Zitelle, San Michele, San Giobbe, Forte Marghera, Certosa); socializzare competenze ed esperienze con laboratori di autoproduzione (compostiere da balcone, forno solare, vasi di ceramica, falegnameria per bambini, ....); costruire relazioni tra le persone coinvolte, veneziani e visitatori, a partire dallo scambio di sementi e pratiche alternative di cura di beni comuni, per quella città che vive e lavora, al di là dei circuiti turistici e oltre la commercializzazione degli spazi fisici e culturali.

L'appello di Spiazzi a tutti i cittadini è di diventare *"salvatori di semi"*: mettersi dei semi in tasca e piantarli in un vaso, un giardino, un'aiuola, un'area verde abbandonata, per contrastare la perdita di biodiversità, recuperare un rapporto positivo con la terra e con il cibo che ci offre, contrastare la cementificazione dilagante e...avere tante soddisfazioni!

Tanti progetti e tanti luoghi, quindi, un work.in-progress, visualizzato su una grande mappa, per contribuire alla costruzione di una "comunità urbana del buon vivere" che si estenda, attraverso la rete, anche oltre i confini della laguna.
Esiste un’attitudine creativa positiva negli abitanti della città di Venezia. I veneziani tendono a rendere malleabile, dilatandola, la soglia tra l’interno delle case e la strada. Questa linea di confine acquista tridimensionalità e invade i campi, i campielli e le calli.
Si mescola l’uso privato e pubblico degli spazi urbani, così come la facilità alla socializzazione, in uno spazio liberato dalle auto, con risultati alle volte sorprendenti. Un’attitudine che va coltivata. Abbiamo scelto di usare questa predisposizione come una risorsa prima, convinti che la sperimentazione di nuove forme di progettazione partecipata possa innescare dinamiche positive.
Rimettere al centro la natura, a Venezia, significa essere consapevoli che la città è parte fondante di uno straordinario parco naturale, la laguna e le sue isole.
E allora anche tra campi e campielli, nella città di pietra, si possono individuare e recuperare aree verdi e corti e giardini e antichi orti e aiuole e balconi, che possono diventare straordinari serbatoi di biodiversità. Così come quelle aree abbandonate e marginalizzate ai bordi della laguna, dove l'acqua si incontra con la terra e con la tangenziale e l'area industriale di Porto Marghera.
La finalità è la riprogettazione di aree in disuso, abbandonate, marginalizzate o semplicemente trascurate, per trasformarle in luoghi collettivi di socializzazione o in luoghi di ri-conquista del verde, attraverso la promozione e la pratica di una cultura alternativa del vivere nella comunità e nel territorio. Uno sforzo che si concentra soprattutto nella ricostruzione di relazioni perdute e nella colonizzazione di quei luoghi che Gilles Clement definirebbe come “terzo paesaggio”, nicchie di biodiversità che nel nostro caso includono l’essere umano, ma che coinvolgono anche i singoli cittadini e i loro spazi privati.
L'obiettivo del progetto andrà via via definendosi e sviluppandosi assieme al crescere dei nostri ortaggi: dalla realizzazione di corsi di formazione sulla permacoltura e agricoltura sinergica, alla sperimentazione di forme di autoproduzione e condivisione, al recupero di colture abbandonate e riscoperta di varietà antiche o dimenticate, alla costruzione di una rete di persone interessate ad acquisire un rapporto diretto con la terra, all’attivazione di collaborazioni e sinergie con soggetti istituzionali e no (scuole, municipalità, carcere, Ire, gruppi di acquisto solidale, associazioni, etc) che permetta, tramite la coltivazione e la cura diretta da parte dei cittadini di appezzamenti di terreno, la riqualificazione di spazi verdi (giardini abbandonati, terreni di risulta, spazi pubblici trascurati, parchi urbani maltrattati…) e il recupero della biodiversità e delle tradizioni locali.
Con Architettura Seminata, a partire dai numerosi progetti e attività dell'associazione realizzati o in corso, si intende coinvolgere attivamente i veneziani e i visitatori ospiti della città per la costruzione di quella che abbiamo chiamato "comunità urbana del buon vivere", che si estende, attraverso la rete, anche oltre i confini della laguna.
Il progetto sarà dunque un laboratorio permanente, di ricerca e sperimentazione, partecipato e coinvolgente, in cui socializzare le competenze e le esperienze, elaborare idee e progetti su e per quella città che vive e lavora tra calli e campi e case di pietra e giardini nascosti, al di là dei circuiti turistici e oltre la commercializzazione degli spazi fisici e culturali.

IL PROGETTO
Architettura seminata è un progetto fatto di spazi, eventi, laboratori e incontri, dove lo strumento di lavoro principale sarà la natura. L’intento è quello di dare la possibilità a chiunque di attivare pratiche di trasformazione degli spazi attraverso esperienze di convivenza creativa.
Venezia come un laboratorio di attività che potranno essere trasferite in qualsiasi altro luogo. Un work-in-progress che non si esaurisce con questa iniziativa ma proseguirà nel tempo allargandosi ad altri spazi della città.
Si intende sviluppare un programma di iniziative che si articolano nell'arco dell'anno 2010, e anche oltre, con l'intenzione di promuovere e radicare i propri contenuti, “seminando”in città una serie di buone pratiche per la vivibilità dei luoghi e l'uso produttivo del tempo libero.
Un progetto-processo, dunque, che unisce pratiche diverse, di trasformazione urbana dei luoghi con metodi partecipativi e inclusivi e di iniziative, laboratori, incontri che promuovono la sperimentazione di pratiche alternative di cura del bene comune quale strada più efficace e piacevole per creare le condizioni di un benessere allo stesso tempo personale e collettivo. Un approccio che ritiene essenziale il riconoscimento, la salvaguardia e la promozione della biodiversità sia naturale che sociale. Crediamo che questo sia possibile soltanto se si recupera un patrimonio di conoscenze storiche e tradizionali rendendole attive e positive nel contemporaneo.
Vanno in questa direzione le “Prove Tecniche di Comunità Urbana del Buon Vivere”, il ciclo di incontri pratici e teorici appena conclusi a Spiazzi, così come la Scuola estiva della decrescita, entrambi sostenuti dal Comune di Venezia.

GLI SPIAZZI DELLA SEMINA E DEL RACCOLTO
Il progetto, o meglio dire i progetti, si svolgeranno all'interno di alcuni luoghi preferenziali, di seguito descritti. Questi saranno tuttavia solo il cuore di un albero che speriamo che si ramifichi e fruttifichi coinvolgendo altri spazi, anche privati, in un processo di contaminazione che possa finalmente sfuggire al nostro controllo.
Spiazzi 1 è un centro artistico e sociale indipendente, la cui caratteristica è quella di vedere uniti una galleria, laboratori per artisti e progetti di “arte del verde”.
La sede si trova a cinque minuti dall’Arsenale. Dopo 7 anni di attività continua la sua sperimentazione artistica di produzione (design, ceramica e fotografia) e formazione; dispone di uno spazio di 200 metri quadri in due sale completamente rinnovate e di una tipica corte veneziana interna.
Costituirà il centro informativo e progettuale dell'intero progetto, oltre ad ospitare laboratori e incontri pubblici.
In una grande mappa della Laguna di Venezia saranno indicati i luoghi attuali e futuri della sperimentazione. Le due sale espositive si trasformeranno in laboratorio per workshop coordinati da creativi, fotografi, architetti, botanici e naturalisti, dove si studieranno micro-interventi sugli spazi pubblici cittadini ed ai quali chiunque potrà partecipare.
Installazioni multimediali accompagneranno i visitatori in un viaggio alla scoperta dei luoghi in trasformazione.
Fortespiazzi a Forte Marghera, attivo da inizio 2009, è un laboratorio e sala polifunzionale di 300 metri quadri, a metà strada fra la Venezia insulare e la Terraferma. Un immobile dei primi del Novecento inserito nell’Isola “verde” di Forte Marghera di cinquanta ettari. Forte Marghera è una struttura fortificata ottocentesca oggi a disposizione della città, per iniziative ricreative e culturali.
Sarà il luogo dei laboratori sui materiali (carpenteria, falegnameria, ceramica e altro) nonché della sperimentazione di coltivazioni in campo aperto (cereali).
Le Zitelle è il luogo originario di SpiazziVerdi, mille metri quadri di hortus conclusus in un ex convento della Giudecca che diventano un incrociarsi di antichi saperi (la creazione di un orto antico) e di nuove tecniche (l’agricoltura sinergica di Emilia Hazelip).
Nell’orto sinergico della Giudecca, SpiazziVerdi continuerà nella sua opera di pratiche agricole accompagnata dalla sperimentazione sulle forme della natura (è in atto una ridefinizione degli spazi in base alle nuove esigenze del gruppo di ortolani); continuerà e verrà sviluppata la relazione con gli anziani residenti.
Area Verde del Lavander, a Cannaregio, è uno spazio aperto tra le case, prezioso ma abbandonato da molti anni. E’ richiesto dal Comune di Venezia un intervento di riattivazione dello spazio, coinvolgendo nella progettazione anche gli abitanti.
Qui ci sperimentiamo per la prima volta come facilitatori per una progettazione dal basso dagli esiti ancora incerti.

LE PRATICHE
Svilupperemo alcune attività già in essere e ne proporremo di nuove.
L'obiettivo è da una parte di trasformare alcune aree della città con l'intenzione di coinvolgere i cittadini, con i quali progettare e realizzare orti, giardini e luoghi di benessere, dove lavorare, produrre prodotti alimentari e trascorrere il tempo libero. Dall'altra costruire relazioni tra le persone coinvolte, veneziani e visitatori.

1 - LA MAPPA BIOREGIONALE
Si tratta di un progetto articolato che implica il coinvolgimento di cittadini, ragazzi, anziani e si può sviluppare per fasi, anche parallele.
La costruzione di una grande mappa, esposta a Spiazzi1, sarà la sintesi delle varie attività svolte sul territorio.

Tecniche di comunità urbana del buon vivere. Il video.
Il video documenta le attività dell'associazione Spiazzi Verdi degli ultimi mesi, dalla messa a punto del progetto fino alle attività realizzate.
Protagonisti sono gli stessi soci dell'Associazione, che raccontano le loro aspirazioni dell'associazione e il tentativo di diffondere a Venezia la cultura dell'orto, dell'autoproduzione, della sostenibilità e del riavvicinamento alla cultura contadina.
Il video mostra i laboratori, gli incontri, il lavoro in orto, le tecniche applicate (l'agricoltura sinergica), i progetti futuri (l'impegno di una coltivazione a Forte Marghera) fino ai momenti più "situazionisti" del guerilla gardening.
Durata 15' circa.

I serbatoi di biodiversità
Grazie alla collaborazione con un’agenzia ricerche storico-archeologiche, si individueranno i luoghi di Venezia, anticamente dedicati alla produzione agricola e orticola. Si procederà quindi alla mappatura degli spazi e al recupero delle sementi di cui si ha testimonianza.

Il percorso della memoria
Verranno coinvolti gli anziani della Residenza Ire delle Zitelle e in generale gli anziani della Giudecca per la ricostruzione, attraverso uno stimolo al racconto e al viaggio nella memoria, dell'identità dei luoghi e delle tradizioni.

Il recupero delle tradizioni agricole lagunari
Saranno i ragazzi di Sant'Erasmo ad iniziare un percorso di coinvolgimento di agricoltori e pescatori dell'isola attraverso video-interviste e disegni, per arrivare alla ricostruzione e riscoperta di tecniche colturali, di attrezzi, di sementi tipiche, di ricette, storie e filastrocche legate alla tradizione agricola e di pesca della laguna.

I salva-semi
Le relazioni tra le persone possono instaurarsi a livello fisico attraverso la condivisione delle esperienze, ma anche attraverso lo scambio di semi.
Verrà quindi lanciato un appello cittadino a chi voglia diventare un “salva-semi”.
Saranno distribuiti alcuni dei semi raccolti da SpiazziVerdi, ma principalmente si inviteranno le persone ad accudire i propri semi, a seminarli e riprodurli.
L'intento è quello di creare anche una rete di persone dedicate al mantenimento delle varietà recuperate.
La rete dei “salva-semi” verrà visualizzata in una grande mappa, che andrà via via ad arricchirsi durante l'evento stesso.

2 - TECNICHE DI COMUNITA' URBANA DEL BUON VIVERE

laboratori di autoproduzione
cucinare con le erbe di Venezia e dintorni
vasi e vasetti di ceramica
bokhashi e compostiere da balcone
falegnameria per bambini
forno ed essiccatore solari
…....
laboratori di progettazione condivisa
L'orto delle Zitelle
I cereali a Forte Marghera
Orto dei frati di San Michele
…...
Artigiani per il verde
Edizione di Manos-green
…....
Spiazzi bimbi
Serate di “sferruzzamento” (knit café)
Laboratori casette pipistrelli
Laboratorio spaventapasseri artistici
…...
3 - SPIAZZIVERDI R-ESISTENTI
Facciamo vedere scorci verdi
Preludio alla Biennale d’Arte 2011 “spiazzi, arte raccolta”, andremo a caccia di spiazzi verdi; verranno fotografati giardini e aree verdi nascoste, in una sorta di percorso segreto, scorci verdi visti da un buco dentro un muro. Per restituire a tutti almeno il godimento visivo di un albero o di un arbusto.

Azioni di guerrilla gardening
Vorremmo che ciascuno dei partecipanti e simpatizzanti del nostro progetto portasse in tasca con sé dei semi, noccioli di ciliegia o semi di zucca, a piacere e ogni tanto, come per liberazione dallo stress, ne gettasse uno in un giardino, in un aiuola, lungo il bordo di una strada. Piccoli gesti di resistenza alla cementificazione dilagante.

sabato 28 agosto 2010

Georgian Pavillion "dialogue with environment"

Il padiglione georgiano espone l'installazione audiovisiva “Change in Drawing Orchestra”, dell'artista Koka Ramishvili, installazione costituita da due opere indipendenti dislocate in due sale, (Audio – Koka Ramishvili&Nika Machaidze) 2009.

sabato 15 novembre 2008

ZP studio "novolume design"

Durante l!ultima settimana della Biennale di Architettura la galleria Spiazzi Open Space ospita la mostra “ZPSTUDIO NOVOLUME DESIGN - Light visions from Florence”, dedicata al giovane studio fiorentino di architettura e design: zpstudio presenta per la prima volta a Venezia le proprie "leggere visioni", ambientate sui poderosi frame urbani della Firenze storica.

Il progetto NOVOLUME DESIGN riunisce una serie di lavori sviluppati a partire dal 2006 e accomunati da una ricerca sulle azioni progettuali non-invasive, che si estende dai progetti per la città fino allo studio di alcuni singolari prototipi di oggetti ready-made.

Obiettivo comune di queste sperimentazioni è avvicinare una nuova definizione di ecologia urbana, superando progressivamente la pesantezza degli elementi fisici tradizionali della città "formata" in cerca di azioni light di definizione sensibile dei territori urbani interstiziali: con operazioni di cross-over tra architettura e design e uno sguardo sempre attento alle potenzialità innescate dal ribaltamento funzionale degli spazi (ed oggetti) d'uso quotidiano.

ZPSTUDIO è un atelier di design e architettura fondato nel 2003 da matteo zetti ed eva parigi, entrambi formatisi allla Facoltà di architettura di Firenze dove svolgono da anni attività didattica e di ricerca.
Lo studio è impegnato nel fornire soluzioni creative per il progetto di architettura, di interni e product design; dal 2007 ha inaugurato una collezione di elementi di arredo autoprodotti in serie limitata.
La missione di zpstudio è di esplorare le potenzialità del design e del progetto contemporaneo come strumenti di comunicazione, senza timore di infrangere barriere disciplinari, in continuo dialogo tra pratica quotidiana e ricerca. Molti dei lavori di zpstudio sono stati premiati in concorsi e workshop internazionali, ed esposti nelle principali fiere e mostre in Italia e all!estero; tra gli altri: Premio Best of Now - Parigi, Premio Grandesign - Milano, Tokyo designers! week, Biennale di Venezia, Salone del Mobile di Milano e Saloni di Parigi, Stoccolma, Londra; con la collettiva I.dot/Italian design on tour New York, Chicago, Barcelona, Shangai.

lunedì 21 maggio 2007

Settimana delUruguay

La settimana dell'Uruguay a Venezia è il risultato dell'incontro di sei artisti che utilizzano mezzi espressivi diversi, ma ciò nonostante, condividono il medesimo piacere di elaborazione materiale delle discipline che praticano.
Si tratta di artisti che lavorano con generi spesso definiti "tradizionali", come la pittura, il disegno, la danza, che però tendono a ricercare collaborazioni interdisciplinari, accostandosi al cinema, alla musica, alla fotografia e agli interventi urbani.
Questi artisti che credono che effettivamente ci sia una dimensione esterna a quella delle istituzioni culturali codificate o del culto della soggettività e che questa dimensione meriti di essere conosciuta e valorizzata. Esplorano la vita da una prospettiva concreta, ricca di amore per il "fare" e con l'intento di valorizzare l'esperienza sensibile.
I disegni, estremamente minuziosi di Alfredo Ghierra, che alla maniera di Piranesi, sembra esplorare l’animo umano attraverso la dimensione urbana contemporanea, considerando la città una delle più alte espressioni della cultura umana, si affiancano ai lavori pittorici di Martin Verges, che con toni caldi e ironia commenta la malinconia della buona società di un tempo. Altre voci invece, Mariana Ures, Pablo Casacuberta, Magela Ferrero, parlano di contemporaneità, senza filtri o specchi puntano lo sguardo su aspetti sociali e tessuti urbani, nei loro lavori fotografici, nei video, nelle interpretazioni pittoriche che sono l’attualità. Anche Andrea Arobba segue a suo modo questo filone, proponendo la danza, che si impone, con il suo essere corpo e fisico, nell’attimo stesso del presente.
Provengono da un paese che è un crocevia di culture, dove le anime latinoamericana, africana ed europea hanno generato un miscuglio che è, contemporaneamente, particolare ed universale, dove la tradizione umanistica genera nuove proposte espressive di incontro tra il locale e il globale. La settimana dell'Uruguay a Venezia si propone come una piattaforma per approfondire questo interscambio e Spiazzi si conferma la sede ideale di questo progetto, in quanto luogo di incontro e di condivisione, anche operativa, di interessi culturali, pratiche artistiche e tecniche materiali.

domenica 10 settembre 2006

Joint Space



Il padiglione Estone ospitato dall’Associazione Culturale Spiazzi in Campo S.Martino a Venezia presenta la mostra “Joint Space”.
“Joint Space” esplora le possibilità di creare uno spazio “super-personale” interfacciando il telefono cellulare con la tecnologia web.
Architetti, urbanisti e geografi hanno collaborato con scienziati geo-informatici per eliminare la mancanza di vitalità delle mappe tradizionale.
L’Estonia è attualmente all’avanguardia nell’applicazione delle nuove tecnologie – parcheggi, biglietti di autobus e servizi bancari ai quali si accede via cellulare sono ormai di uso quotidiano per questo piccolo paese del Nord Europa. Perfino il governo viene eletto e opera on-line. 
 
Il padiglione Estone della Decima Biennale di Architettura si propone creare un incontro tra la tecnologia ITC e la pianificazione urbana.
L’85% delle telefonate iniziano con “Ciao! Dove sei?”. Perché chiedere, quando il vostro telefono cellulare può identificare la vostra posizione? 750 persone hanno evidenziato 450 000 punti di posizionamento in questi ultimi anni.
Questo input ha creato un sistema di comunicazione in tempo reale chiamato JOINT SPACE. Un’interfaccia che da un sistema di mappe, apparentemente neutre, ne estrapola dei dati “ricchi di umanità”.
Quali sono oggi le possibilità per un cittadino di esprimere la propria personalità in un sistema urbano?
Uno spazio che riflette, riconosciuto dall’individuo, il suo bagaglio culturale, la sua identità sociale, ecc. Come si può descrivere, nel virtuale, uno spazio che nella realtà ha così molteplici sfaccettature spaziali e culturali?

Al giorni d’oggi, possiamo esprimere la nostra personalità aumentando la nostra percezione dello spazio e dell’uso che ne facciamo. Una personalità cosciente della sua intelligenza, crea un’immediata trasformazione dello spazio.
In JOINT SPACE abbiamo unito la posizione in tempo reale e l’identità così cercando di creare una possibilità per la realizzazione di uno spazio personale. Lo spazio personale è un valore aggiunto, è la diversità. Impersona la nostra storia personale.
La paura della sorveglianza ci interessa: la localizzazione è davvero così importante, così privata? Perché la gente sceglie di mostrarsi? O di non mostrarsi? Quali sono le possibilità di sviluppo creativo nel caso si decidesse di partecipare e quindi mostrarsi, senza ignorare le possibili controindicazioni?

LA MOSTRA, il padiglione Estone consiste in:
1. JOINT SPACE – un sito internet proiettato su uno schermo interattivo per vedere i movimenti della gente in tempo reale.
2. PROJECTS effettuati grazie all’uso della rete mobile in Estonia:
· SOCIAL NETWORKS – possibili nuovi spazi per l’Accademia d’Arte Estone
· LEISURE TIME SPACE – analisi turistiche
· THE DISPERSATION ON CITIES SPATIAL CONCENTRATION – analisi della periferia
3. FILM proiettati su uno schermo, una visualizzazione artistica di diverse identità basate sugli spazi/strade a Tallinn.
4. BOOK sul posizionamento, la pianificazione e la rivoluzione – testi di scienza, filosofia e poesia.
5. MUSIC musica Estone, portando le note dello spazio auditivo estone a Venezia, sia in esibizioni dal vivo che tramite diffusione.

I governi locali e le politiche urbane a cui viene affidato il potere di decisione non sono ne categorie adeguate ne tanto meno strumenti per l’organizzazione dello spazio.
Le decisioni politiche dei governi locali possono essere inadeguate rispetto alla complessità attuale o possono avere grande influenza nell’organizzazione del territorio. Crediamo che esista uno spazio di crescita personale per ogni individuo.
Il sistema che fa funzionare la società dei consumi può darci una spiegazione di tutto ciò.
La gente si appropria di competenze-conoscenze, spazi, infrastrutture e modelli prefabbricati dell’essere questo/fare questo. Guardando più strettamente a questo spazio vediamo persone piegarsi inconsapevolmente a situazioni a loro imposte. In altre situazioni, è possibile controbilanciare questi codici precostituiti con l’intelligenza.

Il quesito è come alcuni gruppi di individui possono farsi ascoltare. Non con un’azione unica che in una situazione critica forza tutti quanti a prendere posizione “sulle barricate”, ma attraverso la partecipazione sistematica, ogni giorno. 
  

giovedì 15 settembre 2005

Alfredo Ghierra "un arquitecto de emociones"

Alfredo Ghierra è conosciuto nell’ambiente artistico uruguayano per i suoi disegni di città, tutti di una particolare bellezza.
La sua opera, profondamente ambigua, seduttiva e inquietante, si presenta come possibile costruzione architettonica degli affetti, del ricordo e di una memoria spaziale.
L’opera presentata in questa installazione audiovisiva è indubbiamente la più complessa tra le sue realizzazioni: l’artista mette a nudo il processo del disegno e allo stesso tempo lo nasconde, portandolo da un mero processo tecnico, a un processo pulsionale. Il disegno non sorge da una traccia che l’artista dirige, ma da pulsioni che sorgono dall’immaginazione. L’artista, in questo tentativo di mostrare e allo stesso tempo nascondere, presenta un singolare “diario di viaggio”, l’esperienza vitale che costituisce per lui la costruzione di un’opera. Allo stesso tempo, in questo processo, un’infinità di segni si sovrappongono e si annullano: l’opera finale non è dunque un polittico, ma un detrito di disegni, che fotografati uno ad uno e quindi montati, costituiscono questa animazione.

Essa si caratterizza come una finzione narrativa che intende mostrare la relazione dell’artista con due città che conosce molto bene: Montevideo e Venezia.
Per Alfredo Ghierra le città che abita sono importanti non solo per l’architettura di cui sono fatte, ma anche per le persone che le abitano, un paesaggio umano riconosciuto dall’artista che si confronta con la geografia di queste città. L’opera esprime simbolicamente questa relazione affettiva, l’architettura delle emozioni.

giovedì 9 settembre 2004

the other

The OTHER” darà vita a due progetti che forniranno due punti di vista unici sul paesaggio domestico contemporaneo. Tali punti di vista verranno espressi attraverso apparecchi domestici e spazi interni che adducono a differenti valori rispetto a quelli che normalmente sono accettati. In una mostra, proponendo due prospettive differenti, i designers cercheranno di creare un nuovo spazio per il design, caratterizzato da una chiara atmosfera e una forte critica sociale.
Entrambi i progetti si concentrano sulla creazione di oggetti il cui scopo è di generare una piattaforma di esperienze uniche, le quali riflettano la complessità della condizione umana contemporanea.

Nel caso di “Edgetown”, a cura di Shona Kitchen e Ben Hooker, gli oggetti daranno accesso ai piaceri più nascosti e viscerali di un mondo iperindustrializzato. In “Desire Management” a cura di Noam Toran, la casa è interpretata come l’ultima frontiera del privato, un luogo dove individui alienati si intrattengono in esperienze private discutibili, per mezzo di strumenti su misura.
I progetti cercano di identificare e prevedere le discrepanze tra un vivere in un ambiente urbano (esigenze fisiche) e le relative ramificazioni psicologiche. Un tentativo di rispondere a domande complesse attraverso proposte progettuali.
Come interagiamo con l’incessante mutamento del mondo urbano? Che ruolo hanno i prodotti e le architetture in tutto questo? Impariamo forse ad abbracciare e scovare attivamente la sporcizia e il rumore del paesaggio industrializzato, oppure indietreggiamo di fronte a ciò che ha da offrirci questo urbanismo, magari sviluppando riti che promuovono l’individualismo ma sfociano poi in comportamenti antisociali?
Castello 3865 - 30122 Venezia +393497343853 - infospiazzi(at)gmail.com