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venerdì 13 maggio 2011

AleDiMa "lifecasting"

Presentazione a cura di Elena Sacchetti:

Da uomo a roccia e da donna a gesso, argilla o acciaio. Il lavoro artistico di AleDima richiama alla
mente l’antico mito di Medusa e la capacità della Gorgone di rendere pietra ogni essere vivente.
Come per Medusa, le sue sculture si originano da un corpo vivo, collocato nel centro dell’azione
creativa e trasformato in un nuovo elemento, inanimato e comunicativo allo stesso tempo .

La materia organica, l’elemento materiale e tangibile è, assieme al corpo, un fattore chiave

nella sua attività creativa: se le forme raggiungono un grado di perfezione che sfiora il limite
tra l’umano e il meta-umano, i materiali impiegati per realizzarle attribuiscono loro essenza e
carattere, contribuendo attivamente alla connotazione semantica di ogni opera. Un torso in resina
poliuretanica coperto da foglia d’oro invecchiata con foglia di rame, un viso composto da spots
d’acciaio inox, una mano di gesso, delle dita di resina epossidica, un pube di peltro o una schiena
ricavata da letame e fiori, ricordano le infinite possibilità di rapportarsi al reale e di ricreare ogni
cosa, come se l’autore volesse mutare in un atto umano l’esperienza divina della creazione.

PROGRAMMA

Venerdì 13 maggio
Ore 18 > Opening con Lifecasting live performance a cura di AleDima
Buffet e musica dal vivo

Sabato 14 (apertura 10.00 - 24.00)
Ore 11 > Finger lifecasting workshop a cura di Tobia Zambotti (Italia)
Ore 15 > Nipples lifecasting workshop a cura di Sergio Mendoza (Spagna)
Ore 21 > Performance del gruppo musicale Olivio Fass Sessione sonora informale n° 3 untitled

Domenica 15 (apertura 10.00 - 20.00)
Ore 11 > Finger lifecasting workshop a cura di Tobia Zambotti (Italia)
Ore 15 > Nipples lifecasting workshop a cura di Sergio Mendoza (Spagna)

Lunedì 16 (apertura 10.00 - 20.00)
Ore 18 > Nipples lifecasting workshop a cura di Sergio Mendoza (Spagna)

Martedì 17 (apertura 10.00 - 20.00)

Ore 19 > Chiusura con Lifecasting live performance a cura di AleDima

sabato 17 luglio 2010

Laurel Johannesson "acqua vellutata sospesa"

Laurel Johannesson è un'artista canadese.
Ha studiato  presso le università di Calgary e di Saskatchewan in Canada e al Royal College of Art di Londra. Si è diplomata con una specializzazione in dipinto, media digitali e disegno. La sua passione per la videoproduzione e per la fotografia orientano il suo lavoro verso l'incontro tra queste arti.

La sue immagini sensuali illustrano il corpo, la mitologia, la memoria, la storia personale ed introspettiva o l'autoritratto e sono spesso strettamente collegate al tempo e al luogo. Nel suo immaginario, la figura della donna (l'artista) è rilevante. Avvolta in un ambiente fragile e acqueo, si vela di mistero nascondendo corpo e volto. La fragilità e la vulnerabilità di queste immagini suggeriscono l'equazione tra desiderio e voieurismo.

Presentazione a cura dell'artista:

Nel mio lavoro c'è sempre un forte nesso con l'acqua. Ho esplorato in passato i corpi dell'acqua che hanno un significato mitologico e storico...compreso Santorini che è connesso al mito di Atlantis...una città sott'acqua. Come Santorini, Venezia è una città che sfida per natura la logica, con la sua precaria situazione di città galleggiante. Il mio lavoro tratta sempre una sorta di connessione con il luogo, partendo da un livello personale o storico.
Venezia contiene in se questi due aspetti affascinanti. Venezia e la sua acqua non sono solamente significanti per me da un punto di vista storico, ma hanno una connessione con un momento nel tempo molto particolare, che è parte della mia storia personale. Mi interesso alle idee della nostalgia, alla storia
personale. Mi interessa il mito del volto, che è vicino al latino "persona".
Che la passione delle maschere a Venezia sia nata dalla necessità dell'incognito, come per proteggere la propria identità?

Memoria, sensualità e desiderio invaderanno le mie opere che saranno composte di immagini in movimento e montaggi sonori.

“Le immagini della memoria una volta fissate con le parole, si cancellano. Forse Venezia ho paura di perderla tutta in una volta, se ne parlo. O forse, parlando d’altre città, l’ho gia perduta a poco a poco.”

~ Italo Calvino - Le città invisibili

venerdì 18 giugno 2010

Daniela Iride Murgia "the dispersed beauty"

Daniela Iride Murgia presenta a Spiazzi l'esibizione THE DISPERSED BEAUTY, una wunderkammer piatta che contiene i lavori che l'illustratrice ha realizzato negli ultimi anni.
Una stratificazione apparentemente fortuita di immagini che si susseguono, si affiancano, a volte combacciano, a volte divergono.
Ciò che interessa l'artista è l'attribuzione di significato a segni casuali.
Una macchia può diventare una figura con connotati precisi. Il collage è un'arma di massima precisione che permette l'accostamento del contemporaneo all'antico e consente di focalizzare ed esternare paesaggi del sentimento. Il cucito su carta e tela sigilla, sigla, corrobora questi paesaggi.
Il bisturi taglia la carta, la macchina da cucire riunisce i lembi in una chirurgia per gli inestetismi del pensiero.


Daniela Murgia, artista, nata nel 1969, laurea in arte orientale.
Dopo la laurea svolge ricerca per il CNR. E' stata attrice, principalmente di teatro, tra le varie collaborazioni quella con Tiziano Scarpa, Betta Brusa, Garry Lane.
Collaboratrice di Olafur Eliasson, presso la facoltà di Arte e Design, IUAV, Venezia.

Vive e lavora in Italia, a Venezia.

Realizza "oggetti illustrati", esposti presso giftshop di prestigiosi musei, quali: Museo del Design di Copenhagen, Kunstindustrie Museet Shop(www.kunstindustrimuseet.dk); Ny Carlsberg Glyptotek, Copenhagen; Bookshop Electa, BIENNALE di Venezia; Bookshop Palazzo Grassi; Querini Stampalia, Venezia; Bevilacqua La Masa, Venezia (www.ilovetourismshop.com).
Ha pubblicato per il Sole 24 Ore, La Riflessione, Sovera, Il Filo, Ventiquattro Magazine.

Ha fondato, insieme con Troels Bruun, l'M+B studio (www.mplusb.eu) che nell'arco di 12 anni ha prodotto, progettato e curato diverse ed importanti mostre in collaborazione con artisti e architetti di fama internazionale presso la Biennale di Venezia, tra i vari committenti e artisti: Jerome Sans, Jason Rhoades, Gerard Byrne, Olafur Eliasson, Elmgreen & Dragset, Mark Lewis, Ming Wong.

Daniela Murgia is a visual artist with a degree in Oriental Art. Born in 1969, she lives in Venice.
Daniela has worked in contemporary art for years, for 6 years she has also worked in theatre as actress. Assistant of Olafur Eliasson at the Faculty of Arts and Design, IUAV, Venice.

Her creations are available at the giftshop of prestigious museums as:
The Danish Museum of  Art and Design of Copenhagen, Kunstindustrie Museet Shop (www.kunstindustrimuseet.dk); Ny Carlsberg Glyptotek, Copenhagen; Bookshop Electa, BIENNALE, Venice; Palazzo Grassi, Venice; Querini Stampalia, Venezia; Bevilacqua La Masa, Venezia (www.ilovetourismshop.com).

Published by Il Sole 24 Ore, La Riflessione, Sovera, Il Filo, Ventiquattro Magazine .

In 1998 Daniela and Troels Bruun opened the M+Bstudio.The studio has designed and produced some of its projects independently, while others grew out of collaboration with well-known artists, architects, and curators. Most of the projects  have been  produced for the Biennale of Venice, among various artists and curators: Jerome Sans, Jason Rhoades, Gerard Byrne, Olafur Eliasson, Elmgreen & Dragset, Mark Lewis, Ming Wong.

sabato 22 maggio 2010

Mari Terauchi e Stefan Eicchorn "what shall we eat tonight"

Tra aprile e maggio gli artisti Mari Terauchi (Giappone) e Stefan Eichhorn (Germania) hanno lavorato nei laboratori dell’associazione, interagendo con i soci di Spiazzi e con la città. La mostra “What shall we eat tonight” è la presentazione dei loro lavori svolti durante la loro residenza.
Mari Terauchi e Stefan Eichhorn sono entrambi scultori, la prima costruisce opere di ceramica e terra cotta, il secondo realizza sculture di legno.

venerdì 8 maggio 2009

Vendaval "Filling Venice"


Filling Venezia è un progetto site-specific promosso e finanziato dal Programma INICIARTE per la diffusione dell’arte contemporanea andalusa.
Con i nostri interventi e installazioni intendiamo occupare e trasformare diversi spazi urbani a Venezia attraverso dei montaggi scenografici, con intenti talvolta poetici, talvolta ironici. Cerchiamo di far riscoprire i dettagli del paesaggio urbano resi ormai invisibili dalla quotidianità.
Filling Venezia è anche una metafora della lotta costante tra i veneziani e il mare per occupare lo spazio, si mostra in tanti modi quante sono le modalità di abitarlo. Lo spazio esiste anche per come viene osservato, vissuto e percepito, in sé e con ciò che lo riempie.

FILLING VENEZIA is a site-specific project funded by the INICIARTE programe for the diffusion of Andalusian contemporary art.
Through our interventions and installations we seek to occupy and transform a variety of Venetian urban spaces with creations which have a theatrical air – appealing both to people’s poetic sensibilities and to their sense of humour. Through these, we highlight features of the urban landscape which usually go unnoticed in daily life.
Filling Venezia is also a metaphor for the ongoing struggle for space between Venetians and the sea. Space does not exist on its own, but is created by the ways in which it is occupied. In other words, space is what it is as a result of how we see and live, of how we perceive the things it contains.

domenica 20 aprile 2008

Veronica Green "Colombi santi o peccatori?"



Veronica Green is a young artist from New Zealand, graduated at the University of Fine Arts of Massey (New Zealand).
Since 2006 she took part to many personal and collective exhibitions.

Presentation of the artist, by himself:
“In my undergraduate degree I studied Maori art in mythology and cosmology. More specifically I was studying the use of metaphors and symbols to visually represent a story.

Since I have graduated I have been researching birds and how they are used iconically and symbolically through out the world. I find this interesting as on such a international scale the use of the bird as an image is loaded with so many meanings.
What really inspired me about Venice was its mass population of birds and the connection it had on people. The use of the space in San Marco’s square as a congregational area. Between the Venetian architecture and the city scape Venice to me is a mystical magic land in which the birds seem to dominate over the human population.
More specifically I am interested in the role of the dove and how it interacts with in Venetian society from the past to the present. The pigeon is commonly misrepresented and I think it is important to depict a series of work to represent it for what it truly is and means.
In order to create this work I propose to research the history and stories behind the doves of Venice.
Through my research I will develop a series of designs that will then be refined into a series of final two dimensional paintings.”

venerdì 26 ottobre 2007

Debora Alanna "Canal Ebb and flow"

Un’installazione dell’artista canadese Debora Alanna. Il lavoro esplora il concetto di passaggio, e l’oscillazione fra il descrescere dell’energia e la fluidità in un ininterrotto movimento fra pensiero conscio ed inconscio.
Tutto prende ispirazione dalla scia che le barche lasciano sui canali veneziani, quel movimento che provoca una “rottura” nell’immobilità dell’acqua, che sposta e distorce la sua superficie; un’acqua che anche se provocata non accetta la sfida. Il canale trattiene tutto l’intreccio simile ad un ordito che vi si specchia mantenendo però la sua pura inalterabilità, una via per e da qualche parte. Da o verso la superficie viene spinta nella direzione delle forme ondulate.
Il lavoro è una concentrazione costante di forme non fluttuanti, statuarie, in questo esse svelano a colui che le guarda nella loro immobilità.

Non c’è alcun riferimento alla geografia o all’architettura. Questo è un lavoro sul movimento ma non si muove. E’ come se scaturisse da un’offerta cerimoniale, che scopre forma e contenuto e che permette alle ondulazioni del flusso e riflusso di placarsi davanti ad un intenso sguardo. Il canale può considerarsi lo spazio emozionale che si crea dalle speranzose forme che ottimisticamente emergono e diventano scultura.

Canal – Ebb and Flow, is a sculpture installation at Associazione Culturale Spiazzi by Debora Alanna. The work is about a concept of passage, and the oscillation between waning energy and fluidity in uninterrupted movement of conscious and unconscious thought. Inspired by the wake from the vapporetti, and gondolas on the canals of Venice, the movement of the boats breaking the water's stillness, unrelenting, moving forward distorting surfaces; the water remains unchallenged. The canal holds all surface warps and entwining penetrations, and remains an unaffected system, a way to and from somewhere. Coming or going, the surface is thrust into undulating forms.

The work is a steadfast concentration on forms that do not fluctuate, that are statuesque, in that they impose stillness upon the viewer, requiring concerted enquiry. There is no geography or architecture to give it reference. This work is about movement, but does not move. It is ceremonious as a meditative offering, discovering form and content, allowing the undulations of ebbs and flows to be still for sustained viewing. The canal is the emotional space that is created by the expectant forms that have optimistically emerged as sculpture.

sabato 28 aprile 2007

Camille Meslay "Bouclier"

L’immaginario dell’artista francese Camille Meslay attinge, per la realizzazione di questa mostra, ad un universo fantastico, di cui il poema di Esiodo "Bouclier", lo scudo, è solo uno spunto. E’ un mondo affollato da eroi e guerrieri che scrutano l’aria con sospetto, da muse sgraziate e da animali mitologici, con un segno sicuro ma libero, nelle tecniche, nel tratto, nell’accostamento cromatico, riallacciandosi con incredibile sicurezza al surrealismo per riversarsi in una pittura senza tempo, in un delicato equilibrio tra dramma e grottesco. Trattando il tema mitologico quasi fosse un fumetto, l’artista trasforma i personaggi in caricature dalla forte carica espressionista e riesce ad attualizzare e trasmettere in modo semplice i contenuti del mito.
I lavori rivelano il bagaglio di tecniche che Camille, benché giovanissima, ha accumulato nel tempo, in un’appassionata riscoperta di antiche tecniche pittoriche e di mosaico, di cui, a latere della mostra, propone un saggio. 

Camille Meslay si è laureata in Mestieri dell’Arte” (Diplome des Métiers d’Arts) con indirizzo decorazione della parete, affresco e mosaico presso l’Ensaama di Parigi.
Dal 2003 ha realizzati numerosi stage in pittura murale e restauro in Francia, Burkina Faso, Marocco e Romania. Si è interessata a diverse tecniche lavorative (mosaico, affresco, ecc.) realizzando lavori e formazioni varie.
Ha progettato ed eseguito opere decorative in Italia e in Francia (Ministero francese, La Poste, scuole elementare, Coprim, tipografia Fanik, Comune di Plancoet , Ducale srl.)

sabato 3 febbraio 2007

Isabel Becker "Exactamente senza"

Ho dipinto il prototipo: una figura umana, l'ho riprodotto su diverse piante di città usando come contorni le strade più adatte agli orli della figura. Poi sono andata lungo queste strade documentandole soggettivamente con mezzi differenti.
Ho fatto così a Vienna, Madrid, Varsavia, Berlino e Venezia.
Questa esposizione farà vedere i risultati di questo progetto a Berlino e Venezia.


Parte 1
Venezia: Per sette giorni, sempre prima di andare al letto seguivo le calli veneziane lungo i contorni della figura nella pianta della città. I sogni di quelle notti sono la documentazione del lavoro. Perché dovrei fare un video che documenta i miei passi se i sogni stessi sono B-movies perfetti? Sognare è una delle possibilità di essere creativi. E’ un’esagerazione delle cose vissute durante il giorno.
Così non voglio indagare solo il tema della documentazione stessa ma anche il suo mezzo espressivo.
Applicando il testo sulla tela ed il colore nel libro (che in fondo è un rilievo) scambio le proprietà tipiche dei media.


Parte 2
Berlino: Documentavo le strade di Berlino con dieci dipinti astratti che al primo sguardo sembrerebbero uguali, però si scopriranno delle sottili differenze. I titoli dei dipinti si riferiscono a luoghi che ho trovato a Berlino dove si incontrano due strade.
Lo spettatore potrebbe avere un’associazione e anche un’aspettativa in riferimento ai dipinti e le loro titoli che sono un parte importante della sistema portando l’opera a funzionare.


I have drawn a human figure which is the prototype.
I transfer it to several city-maps. I take the street that is closest to the conture of the figure. I drive or walk along the way. I document it subjectively and always different. I did this project in Vienna, Madrid, Warsaw, Berlin and Venice. In this show you will see the results of Berlin and Venice.

Part one
Venice: For 7 days I walked a part of the distance every day before going to sleep. What I dreamt in that night is the “documentation”. Why should I make a video documentating my walk when dreams are perfect B-Movies? Dreaming is one of the possibilities of being creative. It is an exageration of the things I experience during daytime.
I do not only question the topic of documentation itself but also the medium. When putting the text on the canvas and the color into the book (which is in fact a relief) I exchange typical properties of media.

Part two
Berlin: I walked the way and the „documentation“ are abstract paintings. The 10 paintings on the first view seem to be all the same – but then you`ll notice subtile differences. The titles name always exact places where two streets meet- where I have been in Berlin. The viewer might have an association and also expectation of the painting and the title. They are an important part of the system that make the work function.

Castello 3865 - 30122 Venezia +393497343853 - infospiazzi(at)gmail.com